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Breve
analisi
La principessa da salvare; il “mago cattivo”; l'eroe senza macchia rappresentato da Luke; il contrabbandiere Han Solo, apparentemente interessato solo ai soldi ma capace di “redimersi” e scoprire una causa per cui lottare; Obi Wan Kenobi, saggio consigliere e potente Jedi, richiamano con efficacia i luoghi comuni del cinema d'avventura, i film di cappa e spada e la fantascienza classica. La maschera di Darth Vader richiama sia quella del teatro classico, sia quella cinematografica dei vari film sulla leggenda dell'uomo con la maschera di ferro, che si diceva fosse rinchiuso nella Bastiglia francese. L'ingenuità “provinciale” di Luke è la stessa del D’Artagnan di Errol Flynn1, mentre Obi Wan ha illustri predecessori, da Merlino a Gandalf. Leia rompe con la tradizione e ci presenta un principessa forte, determinata e capace di cavarsela da sola senza l'aiuto del tradizionale principe. Forse la principessa di Aldeeran è l'unico personaggio che si distacca dall'archetipo che dovrebbe incarnare: al posto della damigella in pericolo abbiamo una principessa forte, con doti da leader e conscia della sua importanza come comandante dell'Alleanza Ribelle. È questo continuo citare, insieme alla forte impronta “classica” della narrazione, a costituire il punto focale della complessa alchimia che anima la saga. Lucas cercava una storia da tramandare, un racconto che potesse essere narrato più e più volte senza perdere forza e significato, così come si faceva ai tempi di Esiodo. L'ispirazione al mito greco, dal conflitto edipico tra Darth Vader e Luke fino all'idea di iniziare a raccontare la storia dal mezzo, dal cuore degli avvenimenti, come Omero insegna, è un elemento importante e riconosciuto dallo stesso Lucas. La forza dei personaggi di Guerre Stellari è nella loro valenza universale, nel loro essere mito moderno. Un recente film, L'Era del Fuoco2, riprende la storia di Guerre Stellari, mettendo in scena il conflitto tra Darth Vader e Luke con i mezzi del teatro tradizionale. La rappresentazione, recitata di fronte ad un gruppo di bambini eccitati, nati dopo l'avvento dei draghi e perciò ignari dei fasti del cinema, non solo non perde la sua magia, ma privando il racconto degli straordinari effetti speciali la riporta alle origini, la avvicina all'antico teatro greco, svelando in modo netto la sua parentela con il Mito. Non è solo il mito greco ad ispirare Guerre Stellari, anzi si può tranquillamente dire che molte caratteristiche dei personaggi sono un preciso riferimento alla cultura dell'antico Giappone. Nella Minaccia Fantasma, il primo episodio della nuove trilogia di Lucas, Qui Gon Jinn, il maestro di Obi Wan Kenobi ci offre un momento dell'addestramento di un Jedi quando, durante un momento di pericolo, esorta il suo allievo a prestare attenzione al momento presente. Questo è un consiglio antico: risale ai tempi del monaco Yamamoto Tsunetomo, autore del celebre Hagakure, libro segreto dei samurai e manifesto dell'etica del guerriero (Bushido). Anche l'abbigliamento riflette questo sincretismo: infatti i guerrieri Jedi indossano una via di mezzo tra il kimono ed il saio dei frati.
Il
Fato dei Jedi (un punto di vista)
La storia è solo apparentemente semplice. Certo, il conflitto tra Bene e Male è il perno su cui si muove tutta la storia, ma nell'opera di Lucas c'è anche una sottile consapevolezza della precarietà di tutte le cose (precarietà dell'ordine e dell'equilibrio) che pervade la serie. Quanto è fragile l'equilibrio della democratica e decadente Repubblica! Quanto è sottile il velo che separa la certezza della legge dall'arbitrio del potere! Quanto è facile passare dal Lato Chiaro della Forza al Lato Oscuro! Difficile non vedere come il Fato determini tragici rovesci nella vita dei protagonisti: Darth Vader è un Jedi decaduto; l'Impero nasce dalla corruzione dell'antica Repubblica; Obi Wan Kenobi cede di fronte al suo vecchio discepolo; Il giovane eroe, Luke, diviene un Jedi solo dopo il sacrificio di Obi Wan. Per ristabilire un equilibrio, è necessario che nasca un disequilibrio, una asimmetria così forte da richiamare e reclamare il ritorno dell'armonia e di un nuovo equilibrio (nella Forza) che porti al superamento della crisi. L'improbabile vittoria dell'Alleanza Ribelle non fa che ribadire questa precarietà. L'Impero stesso, nato dal caos e dal trionfo di forze irrazionali3, una volta che è diventato “ordine”, subisce lo stesso rovescio che ha colpito la vecchia Repubblica. I Jedi, custodi della volontà della Forza e protettori dell'ordine contro il pericolo del caos (il Lato Oscuro) tentano un impresa impossibile: ricercano un equilibrio perenne tra le diverse ed opposte facce della Forza. È la stessa Forza a ribellarsi quando questo equilibrio dura troppo a lungo. Per questo scopo nasce Anakin, creazione stessa della Forza ed elemento di rottura e cambiamento. È per compiere e concludere la missione del padre che Luke, inconsapevolmente, abbraccia la via della Forza. Questi mutamenti radicali, di cui il Jedi è strumento, preludono ad un nuovo equilibrio che prima o poi sarà a sua volta travolto e mutato da cambiamenti indotti dalla Forza. L'aspetto tragico della vita del Jedi è dunque nella sua necessaria, completa e rassegnata accettazione del destino che segna la via che dovrà percorrere. Darth Vader è l'esempio migliore dell'intervento della Forza/Fato nella vita dei Jedi. Non è un caso che il nome che Lucas dà a Darth Vader è Anakin. Il nome sembra richiamare la parola greca Ananke4: Necessità, Costrizione, Legame. Seguendo questa interpretazione sembra che Lucas abbia voluto “legare” i suoi eroi sottomettendoli al Fato. Perciò Anakin/Vader, una volta abbracciato il sentiero degli Jedi, non può che seguire il percorso che la Forza/Necessità ha scelto per lui. Egli è l'innovatore ed il distruttore che porterà equilibrio nella Forza. Insomma un personaggio tragico che vive un copione già scritto. L'origine della concezione di un progresso che avanza per rivoluzioni, attraverso una distruzione da cui poi ricostruire, ha molte e diverse origini. Nella mitologia scandinava e germanica, questo cambiamento prende il nome di Ragnarok, il crepuscolo degli dei, dopo il quale solo alcune tra le vecchie divinità sopravvissute avranno il compito di costruire e guidare un nuovo mondo. |
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1Entrambi desiderano seguire le orme del padre (Jedi l'uno, moschettiere l'altro). 2Il film racconta il conflitto tra uomini e draghi in epoca moderna. Durante degli scavi un gruppo di operai si imbatte in una specie antica e favolosa: i draghi, animali creduti immaginari e non esistenti. Questa scoperta porterà l'uomo ad una guerra che lo condurrà vicino all'estinzione e lo farà precipitare in un nuovo medioevo. 3Mentre l'equilibrio è il fine dei Jedi e viene cercato attraverso il controllo delle passioni, la disarmonia e l'impero delle passioni è il fine e lo scopo dei Sith. 4È difficile tentare di identificare l'origine della parola, ma forse deriva dall'accadico hanaqu, che definisce la costrizione del collare degli schiavi. |