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Questa sezione parla del fenomeno (in tutti i sensi) Star Trek visto attraverso i nostri sognanti occhi di fans. Accade spesso che noi fans abbiamo una visione del tutto personale ed unica della saga preferita. Ci piace immedesimarci nei personaggi, sogniamo di vivere la trama accanto a Kirk e Spock, ci piace immaginare di mollare uno sganassone a Khan, sfidare a poker Data e invitare Jadzia a cena al ristorante Klingon di DS9, vorremmo pilotare la Defiant contro i Jem'Hadar e guidare la Voyager a dare una bella lezione ai fastidiosissimi Kazon Nistrim, oppure spiegare ad Archer e al suo equipaggio come si tratta con i Klingon.
Star Trek è una e quintupla, infinite diversità in infinite combinazioni. L'immaginario è infinito, e così è Star Trek. Infiniti mondi, civiltà aliene dai volti di rettile, uomini-macchina che non sanno cosa significa esistere, biechi dittatori dalla faccia di gomma e guerriglieri riottosi e fanatici. Tutto questo è Star Trek, e molto di più. Gene Roddenberry, nel crearla, è davvero arrivato là dove nessuno scrittore di fantascienza è mai giunto prima.
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Basta che sia Star Trek.... by Nelly Wheeler
Quando scoprii Star Trek ero innamorata di Star Wars, del suo senso dell'avventura, del suo umorismo, del carisma dei personaggi, della sua musica, ma soprattutto di tutti i valori simbolici di quel nuovo mito dell'era moderna. In effetti la saga di Lucas venne abbondantemente analizzata da alcuni tra i più grandi studiosi del mito alla sua uscita.
Però, questi grandi temi avevano il difetti che lasciavano poco spazio alla caratterizzazione dei personaggi come reali esseri umani.
Mi resi conto di questa mancanza soltanto quando cominciai a seguire un'altra saga, questa volta sul piccolo schermo. Subito dopo pochi episodi fui catturata dalla maturità della visione di Roddenberry.
All'epoca guardavo Starsky e Hutch, Happy Days, Kit 2000 (Supercar) e conoscevo Spazio 1999. In ognuna di queste serie c'erano dagli episodi più profondi degli altri, dei momenti di seria denuncia sociale o dei momenti di vera commozione. Ma nella serie detta "classica" di Star Trek ogni puntata affrontava in modo più o meno indiretto e sempre avvincente un argomento intelligente, attuale e spesso originale.
La SF ha il pregio di presentare situazioni note da almeno 3000 anni in modo decisamente stuzzicante per lo spirito. Viene definita "la lettura del: e se..." perché può presentare situazioni estreme e dare varie risposte, anche al limite dell'assurdità, attribuitole agli alieni.
Star Trek offriva questa situazione di partenza con l'aiuto anche di un equipaggio eterogeneo ma unitissimo, un chiaro messaggio di solidarietà.
E poi c'era Spock! Alieno in mezzo a noi, ma anche il nostro alter ego, incompreso e canzonato, come ci siamo sentiti tutti noi in un momento o nell'altro; Spock irrigidito nel suo tentativo di difendersi dalla contaminazione; che scopriva la diversità e cominciava ad apprezzarla, mentre l'equipaggio faceva altrettanto; che scopriva l'amicizia (con personaggi così diversi come il capitano e il dottore) e vedeva scomparire poco a poco la sua disperata solitudine. Come non identificarsi in una figura così u
mana, così ricca di sfumature che ci portava un tale messaggio di speranza al livello individuale oltre al messaggio di speranza nei confronti del futuro?
Quando annunciarono la creazione di una serie successiva non ebbi la minima esitazione nell'accogliere la notizia come una manna dal cielo. Molti miei amici fan rifiutarono l'idea in modo anche intollerante, come se quando hai un figlio meraviglioso rifiutasti di averne degli altri per non rimanere deluso!
Ma quanto avremmo perso se non ci fosse mai stato The Next Generation! Ovviamente si può dire lo stesso di Deep Space Nine che ha mantenuto alto il livello delle storie e l'analisi del mondo attuale attraverso una rilettura più realistica degli eterni conflitti e certamente più epica nell'ultima stagione che raggiunge vette di coinvolgimento globale pari agli episodi dei Borg e ai film della saga.
Non è facile parlare di Voyager data la scarsa conoscenza che ne abbiamo in Italia. Il capitano è meno carismatico? Le sue motivazioni sono all'inizio troppo monomaniacali? Gli altri personaggi sono poco approfonditi? Che cosa si sarebbe potuto dire delle serie precedenti dopo solo una cinquantina di episodi? Non posso dare giudizi su una cosa così parziale. Sarebbe come giudicare "Romeo e Giulietta" prima della morte di Tebaldo, momento in cui ciò che sembrava una commedia sentimentale si trasforma in un
dramma del destino e della fatalità. Ma aspetto con impazienza di poter vedere le stagioni che mi mancano. Sono sicura che ci ho tutto da guadagnare. Lo stesso discorso per Enterprise.
Quando si sa di avere 7 anni a disposizione, il discorso viene costruito in un certo modo. Non puoi protestare finché non hai visto ciò che gli autori avevano in mente.
Comunque vada credo fermamente che una puntata di Star Trek mi darà sempre di più di una puntata del Grande Fratello, il Processo di Biscardi o altre amenità. Almeno verrò rispettata come spettatore dotato di un minimo di giudizio e di cultura!
Aspetto con fiducia di incontrare nuovi amici nel quadrante Alpha o Gamma o... nel secolo XXII. Sono sicura che troverò occasioni per commuovermi, ridere, riflettere, temere, qualche volta protestare o anche annoiarmi con il tecnobabble, criticare, appassionarmi, scoprire nuove idee, approfondire idee vecchie, insomma godermi la vita pienamente... grazie a Star Trek.
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