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Jarod,
il camaleonte
Esistono
tra noi degli individui straordinari, dei simulatori capaci di
diventare chiunque vogliano essere. Ma un giorno Jarod fugge…
Jarod è stato rapito da bambino ai propri genitori e le sue enormi capacità di simulatore, ossia di riuscire a diventare davvero chiunque, vengono sfruttate dal Centro (che sfrutta anche altri bambini rinchiusi nella fortezza in Delaware), una sinistra organizzazione. Jarod cresce seguito, negli esperimenti ed in parte nella sua educazione, da Sidney; altra presenza che sin da bambino avverte è quella di Miss Parker, figlia di un pezzo grosso del Centro, la cui vita ruota molto attorno alla misteriosa morte della madre. Parecchi, oscuri ed anche loschi figuri popolano i corridoi del Centro: Mr. Raines, con i suoi tubicini e l’ossigeno sempre dietro, inquietante e viscido; Mr. Parker, apparentemente sicuro di sé, impegnato a far sì che la figlia non faccia troppe domande sulla madre.
Jarod diventa un uomo, dapprima chiedendosi dove siano i suoi genitori, anche se Sidney continua a dirgli che sono morti, poi rendendosi conto che tutto quello su cui aveva lavorato sin da bambino, veniva sfruttato dal Centro per progetti criminosi, anche attentati sanguinosi. A questo punto decide di fuggire, impresa titanica per un individuo ordinario, ma non per lui che se ne va col desiderio di vendicare ogni sopruso possibile, con nel cuore quelli nati, involontariamente, dalle sue simulazioni e soprattutto con l’intento di ritrovare i suoi genitori, tenendo in tasca un’unica foto della madre.
Quindi
nasce un susseguirsi di avventure che vedono Jarod impersonare ora un
medico, ora un pilota, ora un disinfestatore di scarafaggi,
personaggi che faranno del bene e che ripareranno vecchi torti,
riapriranno casi ormai dimenticati, salvo che dalle vittime e dai
loro parenti, portando la pace nell’animo delle persone che
incontra.
Ma
quel che trovo più toccante di tutta la situazione è il
riappropriarsi, da parte di Jarod, di tutto quel che un’infanzia
trascorsa come in una prigione gli aveva tolto: uscito dal Centro
Jarod scopre cose che per noi sono normalissime, ma per lui una fonte
di vero stupore. Vederlo mangiare il gelato per la prima volta nella
vita dà veramente il gusto di una cosa conquistata. In
parecchi episodi, man mano che scopre nuove cose, lo vediamo sommerso
di ciambelle (doppia crema o lamponi, cioccolato o granella di
zucchero….. le prova tutte ed in quantità industriale)
o di caramelle: sembra davvero un bambino, ha lo sguardo di un
bambino, la stessa innocenza… Jarod si macera per non sapere
chi è, per non aver potuto avere una vita normale, con un
padre, una madre, dei fratelli, dei vicini di casa e cerca
forsennatamente ovunque le tracce dei suoi genitori, tracce che il
Centro ha ricoperto accuratamente. Per far ciò utilizza anche
le vecchie registrazioni delle sue simulazioni, che rivede con
ossessione, per ricordare, per rimediare, per correggere, per
dimenticare…
Dove sarà la madre di Jarod? Chi ha ucciso la madre di Miss Parker e perché? Queste due domande e le vicende dei coprotagonisti, Sidney che ha un fratello ed un figlio, Broots una figlia, Mr. Parker che ha un altro figlio, Lyle e che sposa in seconde nozze la bionda Brigitte, etc etc etc portano all’epilogo del telefilm, nello svolgersi dei due films, purtroppo non conclusivi, anzi, il secondo finisce in un modo che suggerisce un seguito, un seguito molto particolare, che fa vedere le vicende di quattro stagioni e due films da un’ottica diversa ed invece… invece non c’è nessun seguito. Nulla di nulla. La casa produttrice non annuncia nulla, gli attori non hanno progetti di un’eventuale prosecuzione. Jarod finisce così, vivo, con un accenno di avvicinamento a Miss Parker, ma con tantissimi interrogativi irrisolti e nuove visioni della vicenda.
Tutti gli episodi e le trame si possono trovare su http://www.antoniogenna.net/jarod/
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