UNA QUESTIONE DI SPIRITO
(Zhaan in the sky …with spirit)
“Curioso” disse Chricton osservando lo strano pianeta attorno al quale orbitava Moya.
Per qualche strano gioco della termodinamica i componenti dell’atmosfera si solidificavano in un composto che, ad un frettoloso esame visivo, ricordava la neve artificiale, contenuta in uno di quegli oggetti pacchiani che gli amici portano come souvenir dai luoghi di vacanza.
Una delle sue ex, Kate, Ellen o un’altra di cui non ricordava il nome, gli aveva portato un oggetto simile da una vacanza in Italia: John ricordava chiaramente un Colosseo in una sfera e l’effetto tempesta di neve che si scatenava se si agitava l’oggetto.
Osservando il pianeta dal nome impronunciabile, John rise al ricordo di Ka D’Argo che gli diceva come si chiamava quel mondo remoto, gli veniva voglia di allungare la mano ed agitarlo per aumentare la velocità della neve artificiale.
Scosse la testa e ricominciò a girovagare nella plancia, quasi pentendosi di non essere sbarcato con gli altri su quello strano mondo.
“John Chricton posso disturbarti?”
“Nessun problema, Pilota” rispose osservando l’immagine di quell’essere alieno che era diventato un suo amico dall’altro capo della galassia “vuoi che scenda da te?”
“Non è necessario John Chricton, volevo solo chiederti una cosa, se non ti disturba”.
“Non mi disturbi amico mio, chiedi pure”.
“Ti manca Zhaan?”
“Ouch! Pilota questo è un colpo basso! Mi sento come se mi avessi strizzato i mivonk con le tue chele, in senso figurato ovviamente”
“Scusa John Chricton, non volevo farti soffrire”
“Amico mio, non preoccuparti. Zhaan mi manca. Dopo il mio mondo e dopo Aeryn, anzi assieme ad Aeryn, Ka D’Argo, a te ed a tutti gli altri Zhaan rappresenta la mia famiglia da questa parte dello specchio. Sì, mi manca anche se…”
“Anche se?”
“Anche se parte della sua essenza vive in me. Come mai questa domanda Pilota?”
“Ho rilevato tracce di una presenza che potrebbe essere quella di Zhaan, si tratta di uno strano oggetto che i DRD hanno trovato nell’hangar.”
“Pilota! Ti venisse un colpo! Perché hai impiegato tutto questo tempo per dirmelo?”
“John Chricton. Le possibilità che un oggetto esterno mi colpisca sono infinitesimali e… Ah, capisco un altro dei tuoi modi di dire.”
“Sì Pilota, ma ancora non mi hai detto perché hai impiegato tutto questo tempo a segnalarmi l’oggetto nell’hangar.”
“Ho semplicemente aspettato che i DRD controllassero e verificassero che non ci fosse pericolo per la tua debole struttura vivente”
“D’accordo Pilota, se non c’è pericolo vado. Cosa devo cercare?”
“Non ne sono sicuro, i DRD mi riferiscono di un oggetto cubico sopra il tuo modulo Farscape”
“Ok. Vado”
Chricton raggiunse l’hangar di carico dove notò immediatamente una sorta di crocicchio dei DRD attorno al modulo Farscape. Si avvicinò con circospezione e vide altri due DRD che esaminavano un oggetto appoggiato, quasi con non curanza, sull’ala del veicolo. John si chiese per un attimo in che modo i DRD avessero scalato la struttura del modulo ma, dopo una breve riflessione, decise che la questione non era importante.
“Pilota?”
“Sì John Chricton”
“Non vedo Zhaan. Sei sicuro di percepirne la presenza?”
“Certo! I DRD hanno rilevato che l’oggetto ha delle vibrazioni coerenti con quelle della delviana.”
“Mi posso avvicinare o i DRD potrebbe decidere di esaminare anche me?”
“Vai tranquillo John. I DRD non rilevano alcun pericolo conosciuto”
Chricton si avvicinò all’ala del Farscape One e rimase sorpreso nello scoprire la natura dell’oggetto.
“Pilota. E’ un dannatissimo cubo di Rubik!”
“Il cubo di chi?”
“Lascia perdere… è un passatempo del mio mondo: bisogna ruotare le varie facce in modo da farle diventare tutte di un unico colore. Credo che Zhaan abbia preso questa informazione dalla mia mente”.
John Chricton scosse l’oggetto, lo tenne stretto tra le mani, se l’avvicinò alla fronte ma non ottenne alcun risultato.
“Zhaan? Mi senti? Sono qui!” chiese senza ottenere risposta.
Chricton osservò, per l’ennesima volta, l’oggetto che avrebbe dovuto essere un ponte tra lui e Zhaan.
La mente andò ai tempi in cui era costretto a stare isolato in una struttura, faceva parte dell’addestramento di astronauta, e per passare il tempo aveva deciso di risolvere il rompicapo del cubo di Rubik.
“Ho capito!” esclamò “devo fare quello che facevo quando non riuscivo a risolverlo!”
“Cosa dici John?”
“Pilota. Credo che questo cubo sia in realtà una specie di serratura a combinazione che mi permetterebbe di entrare in contatto con Zhaan” rispose e, nel frattempo, iniziò a staccare gli adesivi colorati e riattaccarli in modo che ogni singola faccia avesse un singolo colore.
“Non è esattamente così che si risolve” disse, rivolto a Pilota, attaccando l’ultimo quadratino, “ma non ho voglia di perderci tempo!”
Non appena Chricton terminò l’operazione il cubo si animò come di vita propria sollevandosi a mezz’aria (come se il trono volante di Rygel Sedicesimo se ne fosse impossessato, pensò) e diventando una sorta di piccolo sole azzurro dalla quale proveniva una voce.
“Ciao John, scusami il trucchetto ma dovevo essere sicura che fossi tu dall’altra parte”
“Zhaan? Non sei morta allora!” esclamò Chricton riconoscendo la voce della sacerdotessa delviana.
“No, amico mio, sono solo ‘dispersa’ tra due dimensioni” rispose la voce “ tra me e te c’è un altro mondo da attraversare”
“Stai dicendo che il tuo spirito si trova a …due dimensioni da qui?”
“Sì. Mi serve il tuo aiuto per permettere al mio spirito, come lo chiami tu, di transitare nella dimensione accanto alla tua”
“Sono qui, amica mia. Dimmi cosa posso fare per aiutarti”
“Cerca due sebaceani ex pacificatori ai margini dei territori inesplorati. Si chiamano Artacheo e Ryo.”
“Dove li devo cercare?”
“Chiedi ad Aeryn Sun di portarti alla stazione perduta e quando trovi i due sebaceani, chiedigli di guidarti al pianeta dove Scorpius conserva le sue cose più preziose e porta via un pò di spirito Scarran. Ricorda”
“D’accordo Zhaan. Ma…”
“Lo so John, sei curioso e vorresti chiedermi tante cose, ma troverai le tue risposte lungo la strada. Vai e torna con lo spirito Scarran. Ci sentiremo allora”.
John Chricton non fece in tempo a esporre i suoi dubbi perché la luce si affievolì e si spense lasciandolo solo con il cubo in mano.
“Pilota? Ha visto qualcosa?”
“John Chricton ho percepito Zhaan ma credo che tu e lei foste collegati ben oltre le mie possibilità e quindi solo tu hai sentito qualcosa.”
“Sì Pilota” rispose “ho parlato con lei”.
Il terrestre spiegò a Pilota la breve fusione con la delviana e le sue strane richieste.
"Hai nuovamente sperimentato la fusione delviana."
"Sì Pilota, una nuova rapsodia in blu”
“John credo sia il caso di contattare l’ufficiale Sun.”
“D’accordo” rispose Chricton. Tornò in plancia e contattò la sebaceana.
“Aeryn? Ti posso disturbare”
“Dimmi pure John”
“Che fate di bello su Palladivetro?”
“John non si chiama così si chiama….”
“Ti prego Aeryn, se pronunci il nome del pianeta potrei non smettere di ridere per ore. Ignora il nome e dimmi, che fate di bello?”
“Niente di particolare John. Rygel sta facendo quello che sa fare meglio …”
“Svolazzare a mezzo metro da terra e dire a tutti che su Hymeria ha una corte di belle fanciulle?”
“Non esattamente, sta svolgendo le sue mansioni di ambasciatore di Moya e sta presenziando ad una cerimonia”
“Capisco e Ka D’Argo?”
“Il luxan sta esercitandosi assieme a dei guerrieri di questo mondo. Dobbiamo aspettare qualche giorno prima che ci vengano consegnate le provviste”
“E tu che fai?”
“Io sono qui sul predatore a fare la guardia”
“Non è che faresti un salto su Moya?”
“A fare cosa?”
“Nulla che non farebbe anche un bambino di cinque anni!”
Il silenzio del comunicatore fece capire a John che, ancora una volta, i microbi traduttori non erano perfetti, si limitavano ad una traduzione e ad una gestione della sintassi ma i modi di dire, le frasi tipiche di ciascuna razza, restavano incomprensibili nella maggior parte dei casi.
Aeryn Sun probabilmente stava cercando di capire la frase e decidere se considerarla un’offesa o un complimento.
“Aeryn? Ci sei?”
“Sì, ci sono, puoi spiegarti meglio? Non ho capito la tua frase John.”
“Niente di particolare, mi serve il tuo aiuto per cercare una cosa. Se stai lì buttata a contare le tacche della tua navetta e se non ti crea problemi darmi una mano, mi farebbe comodo il tuo aiuto”
“D’accordo John Chricton, arrivo subito”.
Appena chiusa la comunicazione il terrestre si recò nei suoi alloggi ed indossò i vestiti che lo avevano, in altre occasioni, fatto scambiare per un pacificatore.
Per un caso riuscì a tornare all’hangar quasi contemporaneamente all’arrivo di Aeryn Sun.
Rimase nell’ombra ad osservare la sebaceana compiere le operazioni di manutenzione successive ad un atterraggio e, quindi, si avvicinò a lei.
“No! Qualunque cosa tu abbia in mente la risposta è no!”
“Aeryn cosa?” disse Chricton spiazzato dalla reazione della sebaceana.
“John Chricton. Sei vestito come un pacificatore e, come ti direbbe Rygel, sei fahrbot da legare. Non coinvolgermi in un altro tentativo di accedere ad informazioni per tornare a casa!”
“Non è come pensi Aeryn”
“Non ho bisogno di pensare. Non voglio correre inutili rischi per una tua idea frellata.”
“E’ una questione di vita o di morte.”
“La tua morte John! Non ti è bastata l’esperienza con la sedia Aurora? Siamo tutti qui, nessuno di noi è in pericolo …per ora.”
“Aeryn, si tratta di Zhaan”
Non appena Chricton ebbe pronunciato il nome della delviana Aeryn si irrigidì e trattenne il respiro per qualche secondo. Il silenzio che scese nell’hangar era quasi imbarazzante.
“John… Zhaan è morta!”
“No Aeryn, non è morta” ribatté Chricton “Posso dimostrartelo ma fidati di me. Seguimi”
“No John, non mi fido. Non verrò da nessuna parte con te conciato in questo modo.”
Chricton scosse la testa e prese il viso di Aeryn Sun tra le sue mani.
“Non andremo da nessuna parte, voglio solo che tu condivida i miei ricordi.”
Aeryn sospirò ed appoggiò la fronte su quella di Chricton, ricordava quel modo che aveva Zhaan di dividere se stessa. Seguendo un istinto, un qualcosa che non avrebbe saputo definire, si lasciò trasportare da una forma del rito delvano che vedeva il terrestre come un improbabile sacerdote.
- Ciao Ufficiale Sun – disse una voce nella sua testa, una voce che non avrebbe sperato di poter risentire.
“Ciao Zhaan. Allora John diceva il vero. Non sei morta!”
L’emanazione del nuovo stato di Zhaan sorrise, Aeryn lo percepì molto chiaramente, e spiegò alla sebaceana quello che aveva già raccontato a John Chricton.
Aeryn riaprì gli occhi e si divincolò, gentilmente, dalla presa del terrestre.
Un nuovo, religioso, silenzio si impossessò dell’hangar.
“Togliti quella divisa.”
“Ma non …”
“Zhaan mi ha spiegato. Dovremmo andare in una stazione di frontiera dove gli ufficiali pacificatori non sono ben visti.”
“Ma… Vabbè sei tu che giochi in casa” rispose Chricton “Vado a rendermi più in tema con il viaggio”
Aeryn sorrise tra sè vedendo il terrestre che ritornava al suo alloggio per togliersi la divisa e, mentre aspettava, iniziò a preparare il predatore per il viaggio.
“Ufficiale Sun”
“Dimmi Pilota”
“Moya pensa che, dovunque sia quel posto, sarebbe meglio che venissimo anche noi: se dovessero andare male le cose potremmo scappare con uno starbust..”
“Sì Pilota, ma che penseranno gli altri sul pianeta?”
“Posso provvedere ad avvisarli mentre tu sali in plancia…”
“D’accordo Pilota. Avvisa anche John”.
In pochi giorni solari Moya e i suoi passeggeri raggiunsero una posizione sicura vicina a quella in cui era collocata la struttura.
“Moya dice che è meglio che lei si fermi qui, siamo ai limiti dei sensori e la stella disturba i sensori della stazione.”
“Non solo quello” disse Aeryn osservando la nana bianca attorno a cui Moya si era messa in orbita.
“Problemi ufficiale Sun?”
“No pilota, solo che dovrò lasciare l’hangar con più attenzione: gli strumenti del mio predatore non sono così insensibili.”
John aveva, nel frattempo, raggiunto la plancia ed osservò la destinazione finale di quello strano viaggio: una lunga struttura cilindrica che ruotava su se stessa.
“Cos’è l’alba della Terza Era dei sebaceani?” domandò Chricton osservando la struttura.
“Cosa intendi John?”
“Nulla Aeryn, mi ricorda qualcosa del mio mondo.”
Chricton non si aspettava la reazione di Aeryn Sun a quella che sembrava una semplice battuta:
la sebaceana spinse il terrestre contro la parete, quasi infuriata per quella che era, oramai, una caratteristica di John Chricton.
“Sentimi bene perché non lo ripeterò. Quando scenderemo su quella stazione evita queste frasi.”
“Perché?” rispose Chricton riprendendo fiato “che male c’è?”
“John. Io e gli altri ormai siamo abituati a queste frasi e anche nei territori inesplorati potresti passare per un fahrbot ma qui no! Questo posto è un compromesso tra il modo di fare dei pacificatori e quello degli altri. Una parola di troppo e potresti trovarti fuori a respirare spazio …e tu non sei un luxan!”
“Capisco, Aeryn, ma non era necessario che tu mi usassi come sparring partner.”
“È necessario John. Capiamo che è il tuo modo per non dimenticarti il tuo mondo e per farti capire i rischi ho dovuto strapazzarti un po’. Credo che non tutti noi al tuo posto avremmo le tue reazioni ma noi, John, siamo quella che per te potrebbe essere la tua famiglia. Quelli di fuori però” disse Aeryn Sun indicando la struttura orbitante “non lo sono. Dovrai camminare sui miei passi, perlomeno sino a quando non troveremo Ryo ed Artacheo”
“Quindi questo ballo lo condurrai tu?”
“Ballo?” risposte la sebaceana e, dopo aver lanciato un’occhiata di fuoco a Chricton “ah un altro dei modi di dire del tuo mondo. Sarò chiara: io vado avanti e tu mi vieni dietro senza improvvisare e, soprattutto, non dire nulla!”
John Chricton fece un cenno con la testa e salì a bordo del predatore …al posto del passeggero.
Aeryn condusse il predatore al punto di attracco, assegnato dopo un breve scambio di comunicazioni tra la nave della sebaceana e la misteriosa struttura. I due scesero dal mezzo e si recarono in una sorta di casbah stellare.
“Sembra la passeggiata di Deep Space 9” disse sottovoce Chricton ottenendo una gomitata nelle costole dalla sua accompagnatrice.
Il gesto convinse il terrestre che sarebbe stato opportuno tenere per sé la richiesta della collocazione del bar di Quark anche se il punto in cui si fermarono, dopo che l’ufficiale Sun aveva percorso una serie di passaggi e corridoi, ricordava molto la struttura di una delle serie televisive della sua lontana patria: un bar con delle strutture di gioco e diversi alieni occupati in diverse faccende.
Aeryn Sun riuscì a farsi indicare dove trovare le persone indicate da Zhaan.
“Artacheo e Ryo suppongo” disse la sebaceana sedendosi ad un tavolo in cui altri due sebaceani erano occupati a discutere e bere.
“Chi lo vuole sapere?” rispose uno dei due.
“Amici di Zhaan” ribatté Sun
“Tutti lo possono dire ma pochi lo sanno dimostrare” intervenne l’altro sebaceano estraendo una sorta di coltello dalla lama lunga “ e se tu non lo puoi dimostrare, hai terminato la tua esistenza.”
Aeryn fermò, piuttosto bruscamente, Chricton che stava per intervenire a difesa dell’amica.
“John, stai calmo” disse e, mostrando un ciondolo che era appartenuto a Zhaan, si rivolse ai due sebaceani.
“Questo dovrebbe essere sufficiente a dimostrare che non mento”
Il primo dei sebaceani prese il ciondolo e l’appoggiò alla fronte e, dopo qualche istante, l’espressione sospetta lasciò il posto ad una cordialità inattesa.
“Piacere. Il mio nome è Artacheo e sono lieto di conoscere un’amica di Zhaan. Il mio compagno si chiama Ryo”
“Lieto di conoscervi” si intromise John Chricton “io sono John Chricton e lei è Aeryn Sun, purtroppo Zhaan…”
“Sappiamo tutto” intervenne Ryo “sappiamo che Zhaan non è più in questa vita”
“Non esattamente. Si trova… ad un paio di dimensioni da questa ed ha bisogno di un aiuto da parte vostra”
“Sappiamo anche questo: avrete bisogno di qualcosa che vi permetta di fare da ponte tra voi e la nostra amica delviana, per essere precisi una bella dose di questo.” Rispose Artacheo consegnando una fialetta contenente una sorta di distillato, di colore violaceo.
Il terrestre aprì la fialetta e l’annusò
"Ma questi Scarran sono sardi?" disse Chricton, ritenendo di aver riconosciuto l’aroma della misteriosa sostanza.
"No ci sentono benissimo " ribatté Artacheo
"No, non sordi, Sardi! Nel mio mondo, ho trascorso molto tempo in una nazione chiamata Australia e lì ne ho trovati molti, esistono comunità di abitanti provenienti da un'isola chiamata Sardegna. Essi distillavano, nella loro patria, le vinacce residue dalla produzione vinicola. Non era legale, insomma e, per evitare che venissero scoperti, nascondevano le bottiglie sottoterra utilizzando del fil di ferro per marcare la posizione"
"Interessante"
"Sì caro Ryo. Nella loro lingua lo chiamavano Filuferru. E questa cosa ha quasi lo stesso profumo!"
“No. Non credo che questo provenga dal tuo mondo. E’ un campione dello spirito Scarran dalla riserva privata di Scorpius.”
“Oh no!” esclamo Chricton “dobbiamo combattere ancora contro di lui?”
“Non è necessario. Come Ryo può testimoniare di recente abbiamo … fatto visita … alla sua riserva personale sul suo satellite privato.”
“Satellite privato?” intervenne Sun
“Beh .. Scorpius ha una luna con ampie foreste da qualche parte tra lo spazio dei pacificatori e quello scarran” rispose Artacheo.
“La luna boscosa di Endor dei pacificatori” disse divertito John Chricton.
“Luna boscosa di …” disse Ryo
“..Endor? Va a finire che Scorpius ha una collezione di orsacchiotti”
“Non abbiamo idea di cosa tenga su quella luna, che non si chiama Endor. Sappiamo solo che su quella luna va a rilassarsi” ribattè Artacheo
“Scorpius a rilassarsi? Cosa fa? Tiro al luxan? Migliora la sua sedia Aurora?”
“Comandante Chricton. Lo scopo non implica scoprire i passatempi preferiti di Scorpius. A lei serve un contenitore del miglior spirito Scarran, chi sia il padrone …non le interessa” tagliò corto Ryo “le sta bene o facciamo finta di non esserci mai visti?”
“John scherzava” intervenne Aeryn Sun “siamo pronti a fare questa incursione …a modo vostro, per ora…”
Artacheo e Ryo si guardarono per un attimo e scoppiarono in una fragorosa risata.
“Amica, abbiamo già quello che vi occorre, solo che non è qui.” Disse Ryo “Andate all’hangar di attracco, ci vedremo là!”
John ed Aeryn si alzarono e, seguendo il consiglio dei due, si recarono al predatore e sbrigarono le pratiche per la partenza.
Non dovettero attendere per molto tempo l’arrivo dei due amici di Zhaan: arrivarono quasi al termine dei controlli pre lancio, consegnando un baule di quello che a John Chricton sembrava legno pregiato e, dopo i convenevoli, il predatore abbandonò la struttura.
“Come mai così taciturno?” domandò a metà percorso Aeryn “di solito trovi qualcosa del tuo mondo che assomiglia a quello che abbiamo recuperato.”
“Stavolta non è così amica mia” rispose Chricton “stavolta non trovo nulla di simile a quello che conosco e ti confesso …ho un po’ di paura.”
La sebaceana alzò le spalle e stette zitta, continuando il viaggio verso Moya.
Il predatore attraccò nell’hangar della nave vivente e, dopo un breve conciliabolo con Pilota, John e Aeryn si recarono in quelli che erano stati gli alloggi di Zhaan. John prese un bicchiere dalla cambusa, aprì il baule ed estrasse una bottiglia che conteneva lo stesso liquido violaceo che Ryo ed Artacheo gli avevano mostrato nella struttura.
“Cosa facciamo adesso” chiese Aeryn Sun
“Tu niente” rispose Chricton “Zhaan ha contattato il terrestre non la sebaceana”
Prima che l’ex pacificatrice potesse almeno accennare ad una risposta, il terrestre si versò una generosa dose del liquore e, come se dovesse vincere una scommessa, trangugiò il liquido tutto di un fiato.
“Non male” disse prima di svenire addosso ad Aeryn
“John. Rispondimi” urlò Sun
“Ti sento Aeryn, non sono sordo.”
“John. Rispondimi”
”Zhaan?” disse Chricton riconoscendo la voce della delviana.
“Benvenuto John e grazie”
Chricton si alzò e si rese conto di non trovarsi più a bordo di Moya e, come ulteriore sorpresa, vide una donna umanoide, dai lunghi capelli biondi che gli sorrideva.
“Zhaan? Sei tu?”
“Sì, sono io!” rispose “mi sono evoluta. Ti dà fastidio questa mia nuova forma?”
“Ehm ..no. Preferisco solo gli occhi azzurri, non tutto il resto. Ma… ce l’abbiamo fatta?”
“No, amico mio. Ma mi hai aiutato molto, sono più vicina a voi adesso.”
“Bene! Posso tornare indietro e fare un altro tentativo.”
“No, John. Un altro sorso dello spirito ti sarebbe fatale.”
“Non importa Zhaan, io sono lontano da casa, non ho niente da perdere ma tu hai tanti amici che ti aspettano!”
“No John. Non funziona così. Torna. Un tuo discendente farà il resto!”
“Intendi mia figlia? Quella che nascerà tra …”
“John .. non posso svelarti il tuo destino e non posso spiegarti: il tempo a nostra disposizione è scaduto.”
"Addio Zhaan, Mi spiace di aver fallito. Non sono riuscito a farti tornare!"
"John. Anche il peggior fallimento può essere un indizio sulla strada da percorrere. Alla prossima amico mio."
Chricton sentì un groppo in gola e non riuscì a salutarla.
L'emanazione tremolò e scomparve e Chricton si risveglio nella stanza di Zhaan, tra le braccia di Aeryn Sun.
L’esperienza di Chricton era stata condivisa, anche se in modo marginale, dalla sebaceana e quindi i due non ebbero bisogno di parlarsi.
Rimisero nel contenitore il liquido e lasciarono la stanza sigillandola nuovamente.
Il terrestre diede un’ultima occhiata e mosse la testa come un tacito saluto.
"Alla prossima Zhaan, noi ci saremo... parola di John Chricton."
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