CASCINALI A CORDEVILLE, 1890

by Gil



Il soldato, poco più che un adolescente, giaceva sdraiato sul tavolo da laboratorio. La superficie in acciaio, fredda, emanava una debole luminosità, probabilmente un riflesso naturale delle luci.

Il freddo e la luce. La luce bianco-azzurra, emanata da lampade fuori dal suo spazio visivo. Queste erano le prime cose che aveva percepito. Freddo e luce. Molta, molta luce.

Provò ad alzarsi, a reggersi sulle braccia per vedere dov’era. Nulla, ricadde sul tavolo, come se la vita non fosse più in lui.

Ancora uno sforzo e poi una voce:

- Fermo. Non fare sforzi -

Il ragazzo cercò di mettere a fuoco la figura femminile che stava venendo verso di lui.

Era una ragazza della sua stessa età, una tuta bianco-argentea che la vestiva completamente, i capelli corvini che le scendevano lungo la schiena, esaltando il collo color avorio. Il viso era illuminato da due occhi di un verde chiaro e brillante. In una parola si sarebbe definita eterea.

Lui la fissava, stupito.

- Chi sei… ? -

Lei accennò un rapido sorriso. Il suo volto, se mai fosse stato possibile, divenne ancor più radioso.

- Dovresti conoscermi, René -

- Come conosci il mio nome ? -

Ancora un sorriso.

- Ti sono sempre stata vicino. Lo conosco e basta -

Il ragazzo cercò di ricordare. Ma non ricordava nulla, a parte…

- Io… stavo morendo ! Mi hai salvato tu ?! -

Lei ora divenne seria, e con questo la luce diminuì.

- No, non potevo. Ricordi qualcosa ? -

Nulla, nella mente il vuoto assoluto. Non ricordava più nulla.

- No, niente. Cosa..? -

- Sei morto nella battaglia per Aldares, un pianeta di classe C nella galassia di Ritterman.

Mi spiace ma non è stato molto eroico. Una granata nella trincea mentre fumavate.

Un piccolo lampo di luce negli occhi del ragazzo. Una piccola scintilla di memoria tornava in lui.

- Ora… dove mi trovo ? -

- Questo dipende da te. Anzi, da entrambi. Dove ti piacerebbe che fossimo ? -

Piccole gocce sul tavolo d’acciaio. Piccole lacrime sul viso del soldato adolescente.

- Ci era sempre piaciuto… quel dipinto… quello con la piccola casa francese, vero ? -

Lei tornò a sorridere, socchiudendo gli occhi.

- “Cascinali a Cordeville”, 1890, Vincent Van Gogh -

- Allora… sei tu ? -

- Sì. Andiamo René, la piccola cascina ci aspetta -

Lei prese la sua mano e lui si alzò senza più sforzi. Tornarono nuovamente assieme, il giovane attendente René Villeneuve e la sua anima. Con piccoli passi, mentre attorno a loro il laboratorio sfumava, si incamminarono in un dipinto impressionista francese.





Scritto dai seguenti esseri - Written by the following beings

  • Luca Vergerio aka "Gilgamesh"

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