La firma nascosta
("The hidden sign" - CAP)
by Sirbon


     È il mio turno di riposo, finalmente. E, come al solito, lascio il mio terminale in plancia per accendere quello del mio alloggio. Sooran trova del tutto illogica la mia concezione di relax, dice sempre che riposo significa rilassarsi, risparmiare le energie. Ma lui è un Vulcaniano ortodosso, tutto logica e Katra, non può capire. Ci si può riposare anche lavorando: la differenza è che lo fai perché vuoi, non perché devi.
     Mi sono sempre chiesto perché la nostra bella nave è stata chiamata Capella. So solo che a battezzarla così è stato il capo progettista, l'Ing. Verok, quel mezzo parente di Sooran che lavora su Marte1.
     Sooran sostiene che Capella (che significa "capretta" in latino), una brillante stella gialla, simile al Sole, simboleggia il desiderio dell'uomo della Terra di ascendere alle stelle, senza però staccarsi del tutto dalle sue antiche radici planetarie. Nient'altro che la classica metafora di buon auspicio, tanto cara ai Terrestri, dunque. Una spiegazione logica e razionale, molto vulcaniana. Forse troppo. Non mi convince: mi dà l'impressione di qualcosa messa lì apposta, per coprire il vero significato recondito. Cosa cela il nome Capella? È forse un enigma, una sfida intellettuale? È ciò che intendo scoprire. Adoro queste cose...
     Accendo il terminale, e ripesco le care vecchie informazioni scolastiche sulla costellazione dell'Auriga. Ecco qua: «Auriga, Aur (cocchiere); grandezza: 21; locata fra Toro, Gemelli e Perseo; ascensione retta: 6 ore; declinazione: +40 gradi; stella principale: Alfa Aurigae (Capella), colore giallo-oro, magnitudine 0,06, declinazione: 45° 57'....»
     Naaah, tutte cose banali, le sanno anche i bambini, passiamo oltre. A meno che... e se i dati astronomici della stella nascondessero un crittogramma? Oppure la risposta sta in qualche segmento del DNA della capra? Mi ci vorrebbe un genetista, ma non posso disturbare T'Quan per scopi personali. No, no, un momento, cosa sto sbagliando? Sto ragionando da Vulcaniano, ecco cosa. Dannata logica. Per noi le costellazioni visibili dalla Terra hanno scarso significato. Devo pensare come un Terrestre. Che altro c'è, oltre la curiosità scientifica, che affascina tanto i Terrestri quando guardano il cielo notturno? Uhm... figure mitologiche... molte stelle hanno nomi arabi... No, l'antica Grecia è il giusto riferimento. Molti Terrestri credono ancora oggi in oroscopi e Zodiaco. Vediamo un po'...
     «Computer, mitologia greca da liceo, sezione costellazioni, files sull'Auriga»
     Eccolo qua, l'Auriga. Dunque... «L'Auriga è Fetonte, figlio del Sole, che volle guidare, e ne ebbe sventura, il carro di fuoco che illumina la Terra...». Un chiaro riferimento simbolico ad antiche visite di viaggiatori alieni sulla Terra e ai loro velivoli. Nonostante le innumerevoli prove, i sedicenti studiosi Terrestri ci misero più di un secolo ad accettare il semplice fatto che l'homo sapiens non fosse l'unico abitante dell'Universo, fino al 2063, quando atterrammo noi Vulcaniani. Interessante - mi dico, sollevando un sopracciglio - ecco una traccia valida. Andiamo avanti. In che modo il riferimento al carro di fuoco entra nella faccenda? È solo una metafora, oppure va preso alla lettera, nel senso di un'astronave aliena?
     Uhm... «Computer, secondo il mito, chi fu il primo ad usare un carro simile a quello di Fetonte?»
     «Il racconto mitologico afferma che il carro trainato da una quadriglia di cavalli fu inventato da Erittonio, sovrano di Atene, semidio per parte del padre Efesto, il fabbro degli dei dell'Olimpo, il quale progettava e costruiva su commissione tutte le loro armi e qualsiasi altro marchingegno potesse servire loro...»
     Cosa?!... progettava e costruiva... «Aspetta un momento, computer! Finora abbiamo fatto riferimento ai Greci, ma Capella è un nome latino! ... Qual è il nome latino di Efesto?»
     «Vulcano».
     Per 30 secondi, rimango a bocca aperta. Per Surak! No... non può essere così semplice... È come se un faro mi illuminasse la mente, mostrandomi la verità più banale dell'universo. Ricapitoliamo: abbiamo un riferimento ad antiche visite aliene sulla Terra, un carro di fuoco (astronave) inventato da un semidio figlio di Vulcano, e tutto ciò riconduce alla stella alfa di una costellazione, cioè quella che per convenzione è la più brillante fra le sue compagne...
     Il messaggio è chiaro: «Attenzione, questa nave è stata creata dal più brillante dei figli di Vulcano!»
     Verok, eccentrico come tutti i geni! Hai voluto lasciare ai posteri la tua firma, sotto forma di enigma, nascosto nella tua creatura. Come una moderna piramide di Cheope, o la terrazza di Baalbek, o la sfinge marziana di Cydonia2... E poi noi Vulcaniani affermiamo di non essere vanitosi!
     Mi stiracchio sulla poltroncina, soddisfatto, mentre un sorriso curva le mie labbra. Immagino la faccia di Sooran, quando glielo dirò.
     Lunga vita e prosperità, Verok, figlio di Falsok, il più brillante dei figli di Vulcano. E i miei complimenti.


THE END






Bibliografia

L'Atlante del Cielo, pag. 40 - Ed. Giunti
Pagina web http://www.earthvisions.net/bcp/aster/constellations/Aur.htm segnalata da Antonio Mercurio.






N O T E

  1.      In questa storia, l'equipaggio ancora ignora che la Capella è una nave della Sezione31, che Uilah è uno dei capi della Tal Shiar, etc etc.
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  2.      Oggi monumento nazionale marziano.
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Scritto dai seguenti esseri - Written by the following beings

  • Antonio Porcu aka "Sirbon" 2481-A

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